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L’inflazione, perché è così importante nell’analisi fondamentale

L'inflazione è un dato di grande importanza
L'inflazione è molto importante per l'analisi fondamentale

Come è noto, chi intenda investire nel trading online deve fare in modo da mettere in sicurezza il proprio investimento se vuole avere concrete possibilità di far fruttare i propri soldi. Il primo modo di farlo non può che passare attraverso la scelta del broker giusto, magari optando per piattaforme come Markets  o 24option, che sono in grado di offrire ampie garanzie in tal senso.

Operare sui mercati finanziari non è mai una questione di fortuna, come magari qualcuno può erroneamente pensare. Presuppone invece una lunga fase di studio, nella quale il trader deve dotarsi di un bagaglio di conoscenze e strumenti in grado di aiutarlo. Solo se il suo know-how sarà arrivato ad un livello sufficiente potrà pensare di reggere alle turbolenze che sono prassi quotidiana sui mercati.

L’importanza dell’analisi fondamentale

Uno degli strumenti chiave in tal senso è sicuramente l’analisi fondamentale. Di cosa si tratta? Per analisi fondamentale si intende in particolare quel modo di procedere al monitoraggio dei dati che possono contribuire a formare il valore relativo di un asset. Si differenzia quindi in modo sensibile dall’analisi tecnica, la quale guarda invece all’azione del prezzo e alle tendenze in modo da capire sin dove il primo possa andare a situarsi, studiando i grafici.

L’importanza dell’inflazione

All’interno dell’analisi fondamentale, uno strumento di notevole importanza è l’inflazione. Per spiegare di cosa si tratti occorre prendere in considerazione due dati: il nostro salario annuo o i nostri risparmi e il prezzo dei beni al consumo. Nel caso in cui il primo non cresca, al contrario del prezzo dei beni al consumo cresce, ovvero c’è inflazione, noi potremo permetterci di comprare meno beni rispetto al passato. Perché è così rilevante?

L'inflazione è un dato di grande importanza
L’inflazione è molto importante per l’analisi fondamentale

Per capirlo si può partire dalla grande attenzione con cui la Banca Centrale Europea guarda a questo fondamentale dell’economia. La pratica esemplificazione di questo assunto è stata fornita proprio dal Quantitative Easing varato con l’intento di dare respiro all’economia reale e allontanare i pericoli di deflazione.
Non meno rilevante della deflazione è però un livello di inflazione troppo alto, come quello che ad esempio sta tartassando il Venezuela, la cui moneta, il Bolivar, è sottoposto a tensioni derivanti dalla politica di blocco decisa da Stati Uniti e Unione Europea. Tanto da spingere il Presidente Maduro a varare il Petro, moneta digitale garantita dalle risorse minerarie e petrolifere del Paese.

Come si può capire, quindi, l’inflazione può avere conseguenze di larga portata sull’economia di un Paese. Soprattutto quando essa cresce troppo, rischiando di creare spirali molto pericolose. In particolare, le imprese che si attendono processi inflattivi tendono ad aggiustare i prezzi dei beni al rialzo, portando ad un surriscaldamento degli stessi. Allo stesso tempo i lavoratori, per non perdere potere d’acquisto chiederanno aumenti salariali, contribuendo dal canto loro a far crescere l’inflazione. Proprio questo è il motivo che spinge spesso le centrali sindacali e le associazioni datoriali a siglare impegni a cercare di non promuovere inflazione.

Allo stesso tempo, però, può anche rivelarsi uno strumento in grado di favorire le esportazioni, come accadeva con la lira italiana, prima che il nostro Paese decidesse di confluire nell’area euro, abbandonando il terreno delle svalutazioni competitive.

L’inflazione come effetto e come causa

Va poi ricordato come l’inflazione possa essere un effetto o una causa. Si presenta nella prima veste quando un notevole miglioramento del livello di vita di un Paese porta ad un aumento dei consumi, con conseguenze sui prezzi, che iniziano a salire.
Diventa invece una causa quando salendo in un momento in cui i consumi sono bassi fa diminuire il potere d’acquisto della moneta, con una diminuzione della produzione e ricadute anche notevoli sul Prodotto Interno Lordo (PIL).

Le cause dell’inflazione

Quali sono le cause dell’inflazione? Tra di esse possono essere ricordate:

  1. l’aumento globale della domanda di beni e servizi superiore all’offerta;
  2. l’aumento dei costi di produzione a carico delle imprese, che per sostenerlo devono a loro volta aumentare i prezzi, conservando così il margine di profitto;
  3. eccesso di offerta di moneta, che ne deprezza il valore portando di concerto all’aumento di quelli relativi a beni e servizi.

Come si misura l’inflazione

Il calcolo dell’inflazione è abbastanza complicato, ma solitamente per portarlo a buon fine gli istituti di statistica provvedono a comporre un paniere di prodotti di largo consumo o comunque considerati rappresentativi dell’economia. Proprio mettendo a confronto in un determinato periodo i prezzi di ognuno di essi con quelli del periodo precedente, si può stabilire il dato complessivo.

Chi guadagna e chi perde con l’inflazione

L’inflazione è importante anche perché la sua esistenza concorre a far vincere qualcuno e a far perdere altri. In particolare, nella prima categoria possono essere iscritti coloro che sono indebitati, ad esempio i mutuatari che abbiano sottoscritto un mutuo a tasso fisso sul lungo periodo. Anche i risparmiatori vengono di solito penalizzati soprattutto se vanno ad immobilizzare i soldi su un conto a basso rendimento.

L'inflazione è un dato fondamentale
Solitamente le istituzioni cercano di mantenere un giusto livello di inflazione

Va comunque sottolineato come in entrambi i casi si possa ovviare con la rottamazione del conto o provvedendo a togliere i soldi dal conto per investirli in attività più redditizie, anche se più rischiose, come appunto il trading in CFD.

L’importanza dell’inflazione sul Forex

Perché l’inflazione è importante per le contrattazioni che avvengono sul Forex? Il motivo è abbastanza semplice e consiste proprio nella sua correlazione con la forza di una data divisa. Se ad esempio il livello inflattivo è elevato, ma il potere d’acquisto della moneta tiene, vuol dire che lo stato dell’economia è buono. Ne consegue che quella divisa è forte. Mentre non lo sarebbe se invece la crescita dell’inflazione avvenisse in un quadro in cui il potere d’acquisto venisse attaccato.

Va anche ricordato che la forza della moneta è in grado di influire sui tassi d’interesse, facendoli scendere o alzare. La seconda è una ipotesi molto temuta soprattutto dai risparmiatori che abbiano magari sottoscritto un mutuo a tasso variabile in un momento in cui gli stessi erano bassi.

Proprio per le evidenti ricadute che può avere l’inflazione, altri concetti da approfondire per capire meglio questo fondamentale sono quelli di recessione, deflazione, stagnazione e stagflazione.

Cos’è la recessione

Recessione è una parola diventata tristemente nota a partire dal 2008, quando l’economia globale è entrata in una fase estremamente complicata. A provocarla è stata lo scoppio della bolla dei mutui Subprime, che ha dato luogo ad una vera e propria gelata dei consumi che solo oggi sembra iniziare a dissolversi.

Da un punto di vista strettamente tecnico, in effetti, con il termine recessione si indica una situazione in cui i livelli di produzione di un paese sono più bassi di quelli potenziali, ovvero resi possibili dal pieno concorso di tutti i fattori produttivi disponibili. Il naturale portato di una fase simile è la caduta del Prodotto Interno Lordo e l’ufficializzazione della recessione avviene quando si verificano due trimestri consecutivi con PIL negativo.

La recessione rappresenta un fattore molto negativo per un paese, spingendo la valuta ad indebolirsi nel cambio con le altre valute. Un evento di questo genere è naturalmente destinato a pesare maggiormente ove venga a verificarsi all’interno di un Paese dotato di sovranità monetaria, piuttosto che in uno facente parte di una comunità economica. Un esempio in tal senso è quello rappresentato dalla Grecia, entrata in recessione nel corso degli ultimi anni senza però trascinare a fondo l’euro.

Cos’è la deflazione

Per deflazione si intende invece un generalizzato calo dei prezzi, tale da configurarsi come il contrario dell’inflazione. Se da un lato avvantaggia i consumatori, aumentandone il potere d’acquisto, dall’altro è l’evidente sintomo di una economia malata, costretta ad abbassare i prezzi a causa di una mancanza di domanda interna. Proprio al fine di combatterla è stato deciso il Quantitative Easing da parte della BCE, con l’evidente intento di inserire ingenti risorse nell’economia reale e mantenere alto il livello dei consumi.

Cos’è la stagnazione

Altro termine che fa molta paura alle istituzioni è la stagnazione, ovvero la fase in cui il Prodotto Interno Lordo non registra crescita, impedendo ai redditi pro capite di elevare il loro livello. La sua importanza per il Forex è molto evidente: la valuta di un paese in stagnazione tende ad essere debole e subire con forza i miglioramenti dell’economia della valuta di coppia.

Cos’è la stagflazione

Infine la stagflazione, termine che mixa stagnazione e inflazione. In questo caso, il Paese non cresce, ma lo fanno i prezzi. La situazione può farsi perciò notevolmente complicata per chi ha un reddito fisso, vedendolo perdere di potere d’acquisto in un momento di confusione economica.

L'inflazione fa paura se se somma alla mancata crescita
L’inflazione è stata una costante dell’Italia negli anni ’70

Un caso di questo genere, che è abbastanza raro, si è verificato all’inizio degli anni ’70, con il famoso shock petrolifero che spinse il governo italiano a varare la cosiddetta “Austerità”, ovvero a vietare la circolazione delle auto nel corso della domenica.

Esiste un livello ideale per l’inflazione?

Dopo quanto detto, qualcuno si sarà magari chiesto se l’inflazione rappresenti una cosa positiva o negativa per l’economia di un dato Paese. La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo: l’inflazione dovrebbe essere tenuta sotto controllo cercando di non farla scendere o salire troppo, ipotesi entrambe foriere di pericolo. Proprio per questo motivo, i Paesi più evoluti nel corso degli ultimi anni si sono impegnati a favorire un tasso di inflazione che si aggira intorno al 2%. Per farlo utilizzano gli strumenti di politica monetaria messi a disposizione dalle banche centrali.