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Criptovalute e concorrenti del Bitcoin

Malgrado sull’argomento permanga un clima di scetticismo, da parte dell’informazione più marcatamente tradizionale, il settore delle criptovalute cresce nel corso del 2017. Questo è un fatto ormai appurato, visto che non si parlava così tanto del Bitcoin e delle altre criptovalute da qualcosa come sette anni: in pratica da quando questo nuovo strumento e asset economico muoveva i suoi primi passi. Certo l’elevato dinamismo, e la volatilità che si è verificata nell’arco dei giorni scorsi, è senza precedenti. Un po’ di preoccupazione tra gli investitori e i traders c’è stata sicuramente, visto come le quotazioni sono oscillate nel giro di pochissimo tempo. In genere, quando un’azione passa dal valore di 7.200 dollari a 5.500 si usa dire che ha corso sulle montagne russe, per via dell’oscillazione e dei movimenti a livello di borsa valori. In effetti il prezzo del Bitcoin si è spostato con un continuo movimento oscillatorio, il quale potrebbe però garantire le fortune degli investitori, e quindi del titolo da qui alle prossime settimane.

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Bisogna ricordare che le previsioni sul titolo ci dicono che a breve si raggiungerà quota 8.000 dollari e che i margini di profitto sono davvero elevati. Di certo possiamo affermare che questo argomento sta dividendo esperti e analisti di tutto il mondo. Si è creata una frattura abbastanza manichea tra chi si dice pro e chi invece contro questo tipo di moneta virtuale. Nello stesso momento però affiorano nuove realtà alternative al Bitcoin. E’ il caso di ZCash, che è stata salutata come la vera rivale e alternativa del Bitcoin addirittura dalle colonne del Wall Street Journal. In un interessante articolo apparso nelle scorse settimane viene lodato l’impegno e l’iniziativa di ZCash, le cui origini non sono affatto pittoresche come quelle di “misteriosi personaggi giapponesi o da carismatici giovanotti russo-canadesi” sempre per citare la testata statunitense. Un pedigree di tutto rispetto, visto che qui è in gioco una delle più prestigiose università di scienze informatiche del mondo. Adesso però, al di là delle campagne di adesione e di pubblicità del caso, bisogna dire una cosa: Bitcoin ha creato nel corso degli ultimi 8 anni un modo diverso a cui ispirarsi per quanto riguarda le criptovalute. Non è un caso se oggi tutti stanno puntando in questa direzione. Chi ha davvero le risorse e le capacità per creare un dualismo con questo asset non è ancora emerso, o meglio non è durato nell’arco temporale di un anno o più.

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Sappiamo che esistono tanti fuochi di paglia e chimere da seguire, tuttavia però il successo di ZCash dovrà essere stabilito da investitori e traders che decideranno se fare affidamento su questa criptovaluta oppure no. Bisogna in effetti ricordare che vige ancora un clima di assoluto scetticismo da parte della stampa più tradizionale verso il Bitcoin, che almeno per i primi anni di attività era visto come un vero azzardo, non sufficiente per renderlo un investimento sicuro e duraturo. Nonostante tale assunto, a distanza di tempo Bitcoin non solo è resistito, ma si è affermato e consolidato. I veri rivali al momento sembrano essere potenzialmente Paypal così come Stripe, che attualmente sulla sua piattaforma offre già la possibilità di pagare in Bitcoin. Certo, non bisogna nemmeno pensare che sia una cosa tanto facile, investire e puntare sulle criptovalute. Ogni giorno spuntano fuori notizie relative al fatto che tra meno di dieci anni la tecnologia alla base di Bitcoin e delle altre criptovalute diverrà vulnerabile agli attacchi informatici sferrati da una nuova generazione di hacker. Lo dicono alcuni ricercatori australiani e di Singapore, i quali hanno studiato questo tipo di fenomeno dall’interno. Bisogna quindi pensare a un nuovo sistema di crittografia capace di eludere questa nuova covata di hacker. Questo è quanto è emerso attualmente dallo studio condotto sull’algoritmo ECDSA (che sta per Elliptic Curve Digital Signature Algorithm), che viene considerato il punto debole della blockchain di Bitcoin in quanto pare possa essere facilmente craccato dagli hacker. Questo però è un discorso al momento teorico e avveniristico, visto che oggi gli investitori di Bitcoin credono ancora nel prodotto e nel margine di guadagno che da esso riusciranno a ottenere entro la fine del 2017. Per tutto il resto, c’è tempo e spazio.